Il metodo Bertelè è stato elaborato
dalla Dottoressa Laura Bertelè, specialista
in terapia fisica e riabilitazione motoria, psicologa, consulente
sanitaria del Centro di Riabilitazione Gino Rigamonti,
centro in cui collaborano più specialisti del movimento
e della postura.
E’ un metodo basato sui principi del metodo della fisioterapista
francese Françoise Mézières
di cui la Dottoressa Bertelè è
stata allieva e collaboratrice per l’insegnamento del
metodo in Italia e all’estero.
Mézières ha osservato che nel
corpo umano i muscoli formano delle unità funzionali
chiamate catene muscolari: le catene muscolari sono 5 e sono
formate da più muscoli concatenati fra loro che si comportano
come se fossero un solo muscolo troppo corto e troppo forte.
Queste catene sono 5 grossi “elastici” che ci schiacciano
e ci deformano provocando dolore e limitazione nei movimenti.
Il metodo Bertelè si differenzia dal
metodo Mézières in quanto considera
l’uomo nella sua globalità psicofisica e quindi
ogni dolore, deformazione, contrattura viene presa in considerazione
come un sintomo di disagio, di una sofferenza più profonda,
in altre parole di una difficoltà di relazione, di comunicazione
della persona con se stessa e con l’ambiente circostante.
Il metodo Bertelè prevede l’integrazione
del lavoro sul corpo con l’ascolto della musica. Per questo
la prima visita o bilancio audio-psico-posturale comprende una
valutazione psico-posturale in statica e nel movimento e anche
una valutazione delle capacità uditive e di ascolto del
soggetto per mezzo del test d’ascolto.
Si può così stabilire un programma di rieducazione
posturale e psicomotoria. Il lavoro sul corpo viene preceduto
e accompagnato dall’ascolto di brani musicali in cui vengono
sottolineate bande passanti di frequenze in base alla programmazione
dedotta dai test iniziali.
L’ascolto favorisce e facilita il cambiamento psicofisico
dato che la musica è una fonte energetica insostituibile
per ricaricare quella parte del sistema nervoso centrale chiamata
formazione reticolare, che da una parte è responsabile
delle attività corticali superiori (attenzione, concentrazione,
veglia) e dall’altra della modulazione del tono muscolare
di base.
E’ quindi quella da una parte di allungare questi “elastici”,
che non devono mai essere potenziati, per permettere al corpo
di riscoprire la sua posizione corretta e alle articolazioni
frenate da questi muscoli di ricuperare la mobilità,
contemporaneamente il metodo cerca di aiutare la persona a decodificare
questo messaggio che viene dal suo profondo, dal suo inconscio.
Il metodo è particolarmente indicato per tutte le persone
che vogliono migliorare la loro posizione, le loro capacità
motorie, la forma fisica (musicisti, ballerini,
attori, sportivi), per tutti
coloro che vogliono, in una parola, star meglio nel loro corpo.
Per le persone che presentano problemi muscolari e particolari
acuti (ad esempio tendiniti, esiti di distorsioni,
fratture, lussazioni, periartriti,
lombalgie, cervicalgie, sciatalgie,
ernia del disco) e cronici (artrosi,
scoliosi, malattie reumatiche).
Può essere usato con molta efficacia anche per le malattie
neurologiche (per esempio emiplegie,
tetraparesi spastiche), congenite e acquisite.
Le sedute sono strettamente individuali, durano da mezz’ora
a un’ora e i pazienti possono avere qualsiasi età.